1K-HUB FOR KIMBONDO
"Un futuro per le giovani madri"
(Natale 2010)
(Kinshasa-Congo)
Obiettivi:
- ristrutturare "Casa Betty" (centro accoglienza giovani donne)
- affiancare uno psicologo alle donne di "Casa Betty"
- avviare un processo di recupero, formazione e presa di coscienza della propria femminilitÃ
- sviluppare tra le donne l'idea di maternità consapevole
Siamo di nuovo a Kimbondo, in questo fazzoletto di terra che sentiamo così vicino nonostante gli oltre 4.000 chilometri che ci separano. È qui, infatti, che la Fondazione InSé Onlus ha deciso di sostenere un altro progetto, grazie al prezioso input di padre Hugo Rios Diaz della Fondazione Pediatrica di Kimbondo e in nome della lunga amicizia che ci lega alla straordinaria Laura Perna.
Protagoniste indiscusse sono le donne: giovani, spesso provenienti dalla strada, per lo più ragazze madri. Una fotografia desolante di un pezzo d'Africa, se non fosse per l'accoglienza che "Casa Betty" ha riservato loro, una struttura, che può ospitare sino a 60 persone, in cui queste donne trovano asilo, calore e sostegno.
Il progetto promosso dalla Fondazione InSé Onlus si propone di migliorare quanto fatto sino a oggi, prefiggendosi tre obiettivi: innanzitutto, ristrutturare l'immobile che ospita "Casa Betty" così da renderlo più funzionale e accogliente. Al momento, infatti, le donne sono ospitate nelle strutture adiacenti all'Ospedale di Kimbondo, insieme a ragazze più giovani. Vi è dunque la necessità di ripristinare la struttura originaria, in modo tale da consentire il loro rientro a "Casa Betty".
Il secondo obiettivo si propone di affiancare al gruppo di donne uno o due psicologi che possano guidarle in un percorso di recupero. Il vissuto che hanno alle spalle rende, infatti, la ripresa della vita normale molto più difficile: sono situazioni in cui, purtroppo, non basta l'amore a risollevare le sorti di un'esistenza. Ed è per questo che la presenza di persone competenti diventa indispensabile.
Il terzo obiettivo è, invece, più composito: aiutare le donne ospiti di "Casa Betty" significa educarle alla vicinanza ai propri bambini, facendo sì che l'abbandono di cui esse sono state vittime, non ricada sulla prole; significa, inoltre, iniziarle a un processo di conoscenza del mondo del lavoro, perché è da lì che comincia il vero cammino verso l'emancipazione; aiutarle significa, infine, far prendere loro consapevolezza di cosa voglia dire essere donna. Un argomento difficile, ma importante: conoscere il proprio corpo, essere consapevoli degli strumenti a propria disposizione, entrare in sintonia con uno strumento, il corpo appunto, che non è solo un "oggetto" da esibire o vendere, ma un patrimonio da tutelare, tutte queste cose insieme consentono di vivere la propria femminilità in maniera indubbiamente diversa e sicuramente più sana e costruttiva.
Stare vicino alle donne di "Casa Betty" vorrà dire anche fare in modo che si sviluppi, prima in maniera guidata, poi autonoma, un'idea consapevole di maternità . La donna che diventa madre ha una responsabilità enorme di cui è necessario essere consapevoli per gestirla nel modo migliore e apprezzarne la meraviglia.
Per i suddetti motivi, la Fondazione InSé Onlus si prefigge di avviare un percorso di formazione che trasformi quanto detto sinora in risultati concreti.
Dietro il progetto "Un futuro per le giovani madri" vi è una grande donna scomparsa lo scorso 20 giugno: mamma Betty, da cui trae infatti il nome la casa di accoglienza. Betty Sommavilla, missionaria laica, per oltre un decennio si è spesa senza limiti per i piccoli ospiti della pediatria di Kimbondo. Padre Hugo l'ha definita un "angelo custode" per la tenacia con cui ha, per così dire, "vegliato" sui bambini e sulle donne a cui per una vita si è dedicata. Donne fragili che in lei hanno trovato una radice forte su cui rinascere. Ed è a lei che la Fondazione InSé Onlus vuole dedicare questo progetto.
Costo complessivo: 70.000 Euro
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